17/11/17

I topi salvati dalla vivisezione che vedono la luce per la prima volta

Topi e ratti si godono la libertà, dimostrando di essere curiosi e socievoli.



Topi e ratti da laboratorio che assaporano per la prima volta la nuova vita fuori dalla gabbia. Tutta la loro sorpresa per questa insperata nuova libertà è racchiusa in queste immagini all’aria aperta dove vedono la luce del sole.

Gli scatti sono della fotografa Rachele Totaro che è riuscita a immortale una prima volta molto speciale. Questi topi e ratti erano animali rinchiusi in laboratorio per esperimenti.
Centinaia di esemplari ogni anno muoiono in gabbia. 











Ma loro sono stati salvati e adesso, si trovano a La Collina dei Conigli, un ente di beneficenza milanese. In pratica, i ricercatori somministrano su topi e ratti farmaci, geni etc. per vedere in che modo reagisce il loro corpo. 

Sono tanti quelli muoiono dopo gli esperimenti. C’è poi una parte di loro che viene tenuta in surplus, ovvero in eccedenza, nel caso in cui ci fosse bisogno di esemplari in più..

Una volta che l’esperimento è finito, per i laboratori quelli che sopravvivono, diventano spese inutili.
E’ così che la legge prevede che al posto di ucciderli, possono essere spostati in enti di beneficenza o adottati. Ed è proprio questa storia ad essere a lieto fine.

(Fonte: www.greenme.it )


Un progetto fotografico contro il traffico di animali

Uscirà a maggio 2018 il libro fotografico denuncia bracconaggio e maltrattamenti ma è già possibile preordinarne una copia o sostenere il progetto.

Un cucciolo di fennec catturato per essere venduto in un mercato nel sud della Tunisia (© Bruno D’Amicis/Photographers against wildlife crime™)



Photographers against wildlife crime™ è un progetto fotografico realizzato da venti premiati fotografi per richiamare l’attenzione sul commercio illegale degli animali selvatici e più in generale sul loro maltrattamento. Le foto saranno raccolte in un libro che uscirà a maggio del 2018 (ma è già possibile preordinarne una copia o sostenere il progetto attraverso una campagna di crowdfunding). Il commercio illegale degli animali selvatici vale miliardi di dollari all’anno ed è considerato il quarto giro d’affari illegale più redditizio, dopo il traffico di droga, esseri umani e armi.

Del gruppo fanno parte fotografi premiati in concorsi importanti, come il Wildlife Photographer of the Year: c’è anche il vincitore di quest’anno, Brent Stirton, che ha documentato il traffico illegale legato all’avorio e ai corni di rinoceronte. Stirton ha detto che è in corso «una decimazione degli spazi naturali e delle specie che non era mai avvenuta prima d’ora. La maggior parte delle persone non capisce davvero cosa stia succedendo al pianeta». Tra gli altri fotografi ci sono Britta Jaschinski, vincitrice del Magnum Photography Awards 2017, e Keith Wilson, che nel 2013 ha fondato Wild Planet, il primo mensile digitale completamente dedicato alla fotografia naturalistica.

(Fonte: http://www.ilpost.it/2017/10/29/foto-animali-commercio-illegale/) 

I bracconieri usano i social media per contrabbandare le scimmie - Una petizione per fermarli!

Per combattere questo vergognoso fenomeno, è stata pubblicata una petizione su Care2



Le scimmie sono la specie più vicina biologicamente agli umani, ma invece che essere rispettate sono da sempre cacciate, catturate e usate dagli uomini come intrattenimento. 

Spesso le scimmie vengono addestrate per il divertimento umano, insegnando loro ad avere comportamenti assolutamente innaturali per la loro razza e a usare vestiti umani. Quel che è peggio, però, è che gli spettatori di questi spettacoli non si chiedono da dove arrivino questi animali. 

Una risposta è arrivata da un’inchiesta del New York Times, che racconta la realtà della rete illegale dello smercio di animali. I cacciatori in Africa centrale catturano interi gruppi di scimmie, uccidendo tutti gli adulti e prendendo i piccoli, per venderli ai trafficanti del sud-est asiatico. Qui i bracconieri usano i social media come Facebook, Instagram e Whatsapp per vendere questi preziosi animali a persone in tutto il mondo: un baby gorilla, per esempio, può fruttare anche 250mila dollari. 

La maggior parte delle specie cacciate sono classificate come in pericolo e l’aquisto e vendita di animali selvaggi è illegale secondo le regole del diritto internazionale. Per questo, gli zoo possono ottenere i cuccioli solo se nati da altri animali tenuti in cattività. Sfortunatamente, però, in un’industria così corrotta ma così florida le documentazioni sono spesso falsificate. 

Per combattere questo vergognoso fenomeno, è stata pubblicata una petizione su Care2, perchè Facebook, Instagram e Whatsapp impediscano questi atroci crimini globali che si perpetrano attraverso i loro canali online. La speranza è che la petizione raggiunga quante più persone possibili, in modo da poter davvero fare pressione sui grandi gruppi di social media.

(Fonte: www.lastampa.it)


13/11/17

Animali e bambini: qual è l’età giusta per un cucciolo?

Quale scegliere e come farlo. I consigli: cani e gatti devono essere adulti e i «padroncini» di almeno 10 anni





 «Mamma mi regali un cucciolo?». Quante volte i genitori balbettano indecisi di fronte alla richiesta dei figli. Un quattrozampe in casa è un impegno in più sul menage familiare, ma anche uno straordinario maestro e compagno di vita per i bambini. La decisione va ben ponderata: «Canili e gattili sono pieni di scelte avventate» spiega l’etologo Roberto Marchesini. «Natale è il momento più sbagliato per allargare la famiglia: è un periodo di frenesia e di case piene e rumorose — aggiunge—. Pericolosa è poi l’assimilazione di un animale a un regalo che può portare il bambino a comportamenti sbagliati».

10/11/17

Le palle di pelo: come evitarle o ridurle

Palle di pelo


I gatti, che sono animali molto puliti, passano parte del loro tempo a leccarsi e, soprattutto, nel periodo della muta, ingeriscono una grossa quantità di pelo. Solitamente i peli ingeriti passano attraverso l’intestino senza alcun problema, ma alcune volte capita che si raggruppino in vere e proprie palle di pelo (tricobezoari).

Perchè i cani russano?



Perché i cani russano?
Dalle allergie all'obesità, sono molteplici le cause che portano i nostri amici a quattro zampe a russare esattamente come gli esseri umani.
"Anche se in alcuni cani il russamento è un aspetto normale, può essere segno di qualcosa che non va", ha detto Kwane Stewart, veterinario a capo della American Humane Association. "I cani hanno bisogno di un sonno ristoratore, proprio come noi, per essere in buona salute. Entrano addirittura in fase REM. Se il russare è persistente e talmente forte da svegliare il nostro amico dal sonno, forse è il caso che venga visitato da un veterinario". 
Ma c'è una buona notizia: molti di questi problemi si possono facilmente correggere. 
Ecco di seguito le dieci cause più comuni per cui gli animali russano.

I passaggi fondamentali quando si sceglie di portare via un cane dal canile.




In un canile si sprecano vite di grande valore, con numeri da vergogna. Per questo fare uscire un cane dalla gabbia, che lo rinchiude magari da anni, è un atto d’amore nei confronti dell’animale e di se stessi. Meglio fare più di una visita nel rifugio per interagire con l'animale prima di portarlo a casa.

Un gesto che andrebbe diffuso e moltiplicato, sempre con ragionevolezza e sentimento. Chi è pronto per la scelta deve tener presenti alcuni passaggi fondamentali, primo tra tutti quello di farsi consigliare sul cane da adottare, secondo l’indole e le caratteristiche. Meglio fare più di una visita nel rifugio per interagire con lui/lei prima di portarlo via con sé. Aperta la porta del box, della macchina e infine di casa ecco alcuni aspetti da non sottovalutare, suggeriti da Luca Spennacchio, istruttore cinofilo e studioso di zooantropologia applicata.

I segnali di invecchiamento del cane


Dopo i 10 anni di età, si può dire che il cane invecchia e da quel momento è preferibile adottare una serie di accorgimenti ed attenzioni specifiche per tutelare la salute del cane anziano.

Ecco i 12 segnali che indicano che il nostro cane sta invecchiando e quindi ha bisogno di attenzioni particolari per tutelare la sua salute. Come primo passo, dobbiamo considerare l’età del nostro cane: è cucciolo, adulto o anziano? In genere si parla di cane anziano dopo i 10 anni di vita del cane. Molte persone amano calcolare l'età del cane in anni per avere un termine di paragone realistico.

Quando i gatti "fanno il pane"


Quante volte avete visto un gatto che, prima di sdraiarsi sul letto o dopo esser saltato sulle vostre gambe, inizia a muovere le zampe come se stesse impastando il pane? Perché lo fa?

Spesso vediamo i mici fare uno strano movimento: si mettono di buona lena e cominciano a muovere le zampe come se stessero impastando il pane. E di sicuro, altrettante volte, ci siamo domandati: perché fanno così?

Finalmente, dopo una ricerca stremante e approfondita, il mistero è stato svelato!
Il gatto inizia a "impastare" in una situazione di gioia e felicità, ossia quando è contento e, soprattutto, si sente  sicuro. Questo movimento, infatti, è lo stesso che il gatto faceva appena nato per fare uscire il latte dalla mammella della mamma!

Se però il micio impasta in continuazione in modo quasi ossessivo può significare che non è stato svezzato secondo le giuste tempistiche e sente la mancanza della mamma.  
Non si deve allontanare un micio dalle cure materne prima che abbia compiuto 4 settimane di vita!

Noi e nostri amici a 4 zampe - Un avvocato risponde alle domande frequenti

L’Avvocato Risponde - IO CON FIDO.COM
Fonte https://www.ioconfido.com/lavvocato-risponde/

DOMANDE FREQUENTI


Cosa bisogna fare se accidentalmente durante la guida si investe un animale?
L’art.189/9bis del C.d.S. prevede l’obbligo per l’automobilista di fermarsi, in caso di incidenti, per prestare soccorso all’animale ferito. Chi, dopo di avere investito un qualunque animale, non si fermi a recargli soccorso, rischia – una volta individuato – di essere sanzionato anche per non avere richiesto l’intervento di un veterinario o della Asl. Se ad essere investito è un animale selvatico occorre chiamare subito il 112.
Dunque, in caso d’impatto, l’obbligo è chiaro: fermarsi e prestare soccorso oppure fare accorrere sul posto un veterinario od una Forza di Polizia; in pratica occorre comportarsi proprio come se il danno fosse stato cagionato ad un umano. In attesa dei soccorsi l’animale, qualunque sia la sua mole, non deve essere rimosso. Se l’impatto provoca il decesso dell’animale, è sufficiente fare intervenire una Forza di Polizia
Se l’incidente è stato cagionato da un animale a chi bisogna chiedere il risarcimento?

COSA FARE IN CASO DI RITROVAMENTO DI ANIMALI SELVATICI IN DIFFICOLTA' ?

Innanzitutto si deve sapere che alcuni ritrovamenti in apparenza fortuiti sono dovuti in realtà al sistema adottato dalla specie per la propria sopravvivenza. 

È il caso, ad esempio, dei giovani MERLI che vengono distribuiti dai genitori sul terreno o sui cespugli al fine di prevenire la perdita dell’intera nidiata. La prima regola è quella di osservare attentamente a distanza, per evitare di “soccorrere” un animale che non ne ha per nulla bisogno. Quando si trova un piccolo uccello o un cucciolo di qualsiasi specie, dunque, è meglio assicurarsi che sia effettivamente abbandonato o in pericolo di vita.

CAPRIOLO viene nascosto dalla madre in mezzo all’erba alta per difenderlo dai predatori (uomini compresi) intanto che lei si allontana per nutrirsi. Poi, qualche ora dopo, la madre tornerà a recuperare il suo cucciolo. L’odore umano, tuttavia, può essere motivo di allarme per la madre. Per cui, oltre a rimanere a debita distanza, non si deve assolutamente toccare il piccolo. Qualora la madre non tornasse entro un ragionevole periodo (alcune ore), si dovrà segnalare il ritrovamento al Servizio di vigilanza della Provincia, alle Guardie Forestali o a qualsiasi altra Forza dell’Ordine, evitando che mani inesperte prelevino il piccolo pregiudicandone la sopravvivenza.


Anche i piccoli RONDONI  devono essere sempre soccorsi in quanto non sono in grado di volare partendo da terra. In alcuni casi, per esempio dopo violenti temporali, accade di ritrovare al suolo esemplari in buone condizioni, in genere in grado di riprendere il volo immediatamente con un piccolo soccorso. È infatti sufficiente aiutarli accompagnandoli con la mano a involarsi. Ma attenzione a non confondere gli adulti con i piccoli che, per essere pronti al volo, devono avere le ali più lunghe della coda. Dopo temporali o venti forti, se si ritrovano piccoli uccelli si deve valutare se sia possibile reinserirli nel nido senza disturbarne i fratelli o i genitori.

Per la maggior parte delle specie la ricerca del cibo per l’imbeccata obbliga i genitori a restare per qualche tempo fuori dal nido, momento adatto alla reintroduzione del piccolo caduto.


Vale la pena di ricordare che se un animale selvatico adulto non tenta la fuga è sempre perché si trova in una situazione grave: è sotto shock, ha paura e quindi per difendersi può anche far male al soccorritore oppure spaventarsi a morte. Solo in caso di reale necessità, dunque, ci si può avvicinare all’animale.

UCCELLI, ferme restando le indicazioni già date, vanno riposti in scatole di cartone chiuse, con fori sufficienti per la respirazione. Si devono poi evitare rumori molesti e di fornire cibo (eventualmente poca acqua) e si deve raggiungere rapidamente un punto di soccorso.