15/05/18

Animali: traffico di natura quarto crimine al mondo, minaccia 7mila specie



Per dimensioni e giro d’affari, è la quarta forma di crimine al mondo, piazzandosi subito dopo droga, beni contraffatti e traffico esseri umani. E’ il traffico di natura: un giro d’affari da 23 miliardi di dollari l’anno ‘fatturati’ solo dal prelievo e dal commercio illegali di specie selvatiche, a cui si aggiunge la pesca illegale che vale tra gli 11 e i 30 miliardi di dollari l’anno e il taglio illegale di foreste (12-28 miliardi di dollari l’anno). Calcolando anche l’estrazione di risorse minerarie e il commercio e scarico di rifiuti tossici, il saccheggio illegale di natura nel suo complesso vale 213 miliardi di dollari l’anno.  

Tra bracconaggio e commercio illegale, il traffico di natura minaccia ben 7mila specie nel mondo. Elefanti, trichechi e persino ippopotami, cacciati per i loro denti, vengono decimati per ricavarne avorio. Un business globale che si avvale di reti criminali organizzate e che in parallelo svolgono altre attività, dalle armi alla droga. E poi, ci sono le connessioni tra crimini di natura e gruppi armati finanziati dal traffico illegale di specie, da Boko Haram in Nigeria ai narcotrafficanti in Sudamerica.  
Qualche dato: ogni giorno vengono uccisi 55 elefanti (20mila ogni anno); il corno dei rinoceronti viene venduto sul mercato nero al prezzo stratosferico di 66.000 dollari al chilo, più di oro e platino; dei pangolini si commerciano carne, scaglie e pelle con il risultato che in 10 anni ne sono stati uccisi 1 milione di esemplari tra Africa e Asia, mentre in Cina la specie è quasi estinta. Decimate le tigri, oggi ne restano appena 3.890 in tutta l’Asia: un chilo delle loro ossa, sul mercato ‘nero’ asiatico può essere venduto anche a 3.000 dollari. E’ la fotografia scattata dal Wwf nel report “Bracconaggio Connection”.  

Un mercato nero che viaggia anche sul web: aumentati del 70% i prodotti di fauna selvatica venduti illegalmente su internet. Alti profitti e bassi rischi in questo mercato sono nell’occhio degli investigatori: il commercio criminale di wildlife rientra, secondo le analisi delle Nazioni Unite, nella ‘threat finance’ che mina la sicurezza nazionale e finanziaria mondiale. Il paradosso è che i Paesi ricchi di natura diventano sempre più poveri, svuotati costantemente dei loro beni. In Sud Africa il bracconaggio al rinoceronte è aumentato in 10 anni del 9.000%, e nel 2016, nel solo Parco del Kruger, sono entrati 7.500 bracconieri.  

Ma il fenomeno colpisce anche l’Italia dove ad essere minacciati sono in particolare specie migratrici, lupi e orsi. Quattro le aree calde identificate dal Wwf: le valli bresciane e bergamasche, vera e propria trappola per piccoli uccelli e rapaci; il Delta del Po, dove ad essere minacciati sono uccelli acquatici e specie di acqua dolce; il ‘triangolo della morte’ per il lupo tra Toscana, Marche e Romagna; i monti della Sicilia, qui ad essere a rischio sono rapaci rarissimi come l’aquila di Bonelli, il falco lanario e il capovaccaio, i cui piccoli o uova vengono venduti sul mercato nero (soprattutto arabo) per diverse migliaia di euro.  

La richiesta del Wwf è quella di riformare il sistema sanzionatorio penale e introdurre il ‘delitto di uccisione di specie protetta’

Per l’Italia, il Wwf ha anche tracciato la ‘geografia’ dell’arsenale del bracconiere, molto variegato al di là dei fucili che abbattono ogni anno migliaia di uccelli migratori nello Stretto di Messina e nelle piccole isole: nelle valli bresciane e bergamasche si usano i roccoli (reti fisse alte fino a 5 metri e lunghe fino a 400, frammiste a vegetazione, che catturano centinaia di uccelli) e le reti da uccellagione ricoperte di vischio o altre colle che imprigionano ogni anno milioni di uccelli. 
Nelle valli bresciane e bergamasche e nelle piccole isole si usano gli archetti (rami piegati che catturano piccoli uccelli fratturandone le zampe); in Sardegna, lacci di nylon e crini di cavallo per catturare piccoli uccelli di piccola taglia e il cosiddetto ‘tubo-fucile’ per cervi e cinghiali (che nascosto tra rami e caricato a bossoli, spara automaticamente al passaggio della preda). E poi veleni, richiami acustici elettromagnetici, richiami vivi, tagliole e lacci. 

Contro il bracconaggio è possibile sostenere la battaglia del Wwf aderendo alla campagna “SOS Animali in trappola”: i fondi raccolti serviranno a finanziare la difesa attiva sul territorio dando più strumenti alle Guardie volontarie Wwf e ai ranger in Asia, e a incrementare i campi antibracconaggio.


(Articolo pubblicato a questo link: http://siciliainformazioni.com/redazione/819070/animali-traffico-di-natura-quarto-crimine-al-mondo-minaccia-7mila-specie)



Il Mese a 4 zampe: gli animali ospiti gratuiti degli agriturismi aderenti all’iniziativa


Il Mese a 4 zampe è un periodo speciale dedicato a chi viaggia con i propri animali


Agriturismo, sito leader in Italia per il settore della ricezione in agriturismo, ha deciso di lanciare Il Mese a 4 zampe, un periodo speciale dedicato a chi viaggia con i propri animali, che per tutto il mese di maggio saranno ospiti gratuiti degli agriturismi che hanno aderito a questa iniziativa, a fronte di un soggiorno minimo di due notti.
Per far sì che la vacanza diventi un’esperienza di viaggio indimenticabile proprio per tutta la famiglia, animali compresi, molti degli oltre 400 agriturismi aderenti al progetto offrono attività dedicate agli amici a 4 zampe.
Le proposte sono tantissime: si va dalla ciotola di benvenuto, alla predisposizione di lettiere e coperte in camera, in modo che gli animali possano comodamente dormire con i loro amici umani. Ci sono poi agriturismi che accanto alle normali piscine hanno predisposto dei piccoli stagni dove i cani possono fare il bagno liberamente mentre altre danno accesso diretto a spiagge aperte agli animali. Non mancano poi le proposte di attività ludiche o di trekking in compagnia di esperti educatori, dog sitter disponibili a intrattenere gli amici a 4 zampe durante la giornata e giardini e ristoranti aperti anche agli animali.
L’iniziativa coinvolge tutti anche sui canali social dell’azienda: con l’hashtag #Mesea4Zampe si potranno condividere le proprie esperienze su Instagram e Facebook.
Dei tanti ospiti che hanno già utilizzato questa formula negli agriturismi aderenti, la maggior parte ha condiviso il viaggio con il proprio cane o gatto, ma non sono mancate le famiglie con al seguito perfino dei… conigli.

(Fonte:  http://www.meteoweb.eu/2018/05/mese-a-4-zampe-animali-ospiti-agriturismi/1091441/)


03/05/18

No a guinzaglio e museruola nei parchi per i cani «pericolosi»



Annullata l’ordinanza per i sindaci dei comuni: resta impossibile stabilire in base alla razza o ai suoi incroci il rischio di maggior aggressività. Il ministero della Salute ha modificato il suo provvedimento ritenendolo in sostanza «inutile»

No a guinzaglio e museruola obbligatori nei parchi cittadini per Pit bull, American Bulldog, Dogo Argentino e Rottweiler, le razze canine ritenute pericolose dall’ordinanza del ministero della Sanità pubblicata il 12 dicembre 2006. Stop all’ordinanza contingibile e urgente adottata dal sindaco del Comune per tutelare le aree verdi del territorio amministrato perché «il rischio di una maggiore aggressività non può essere stabilito in base alla razza o ai suoi incroci»: la stessa amministrazione centrale ha modificato il suo originario provvedimento ritenendolo in sostanza inutile. È quanto emerge dalla sentenza 392/18, pubblicata dalla terza sezione del Tar Puglia.
Sì dunque al ricorso proposto da un’associazione ambientalista: nessun dubbio che debba riconoscersi la «corretta relazione uomo animale». È indiscriminata e astratta l’ordinanza del sindaco che impone le precauzioni alle razze a rischio: l’obbligo non trova alcuna razionale giustificazione nelle evidenze scientifiche. Pesano dunque sulla bocciatura del provvedimento gli studi e la letteratura veterinaria prodotti dall’associazione. D’altronde il ministero della Salute ha modificato l’ordinanza del 2006 ammettendo che gli episodi di aggressione non sono diminuiti con l’obbligo assoluto di guinzaglio e museruola per le razze messe all’indice, che comprendevano il Fila brazileiro e il Pit bull mastiff. Il provvedimento del Comune risulta in contrasto con le successive disposizioni dell’amministrazione centrale. 

Fonte: ANIMA-LEX  - Cassazione.net


Cane sempre legato e senza cuccia adeguata: padrone in carcere

Conferma definitiva dalla Cassazione della condanna a sei mesi di reclusione per il padrone di un pastore tedesco sottoposto a vere e proprie sevizie, tenuto legato e senza un adeguato riparo in inverno


di Marina Crisafi - Ha tenuto per mesi il proprio cane legato ad una catena, isolato e senza un riparo adeguato dalle intemperie. Per l'uomo si aprono le porte del carcere. È quanto ha deciso la terza sezione penale della Cassazione (con la sentenza n. 8036/2018 sotto allegata), riformando con riferimento all'entità della pena irrogata la decisione del tribunale che aveva dichiarato la responsabilità penale di un uomo per il reato di cui all'art. 544-ter, 2° comma, c.p., "per avere sottoposto il proprio cane ad un trattamento incompatibile con la sua indole, tenendolo per vari giorni legato ad una catena all'interno di un box, privo di assistenza igienica, di acqua e di cibo, all'interno del quale vi era una cuccia in cemento non riparata dalle intemperie".
Il giudice di merito aveva mitigato la sanzione inflitta a suo tempo all'imputato, riducendola da 9 a 6 mesi di reclusione (senza sospensione condizionale dati i precedenti penali) e l'uomo, non contento, ha interpellato la Cassazione, per omessa qualificazione del fatto a lui contestato entro l'ambito dell'art. 727 c.p., atteso che dagli atti non emergerebbe la circostanza che il suo pastore tedesco avesse patito lesioni dolosamente cagionategli.
Ma l'uomo cade dalla padella nella brace.


Sevizie volontarie al cane, reato più grave

 

Per gli Ermellini, infatti, la condotta dell'imputato è inequivocabile. Ed è inconferente rispetto alla vicenda, diversamente da quanto dallo stesso asserito, "l'indagine volta a verificare la sussistenza a carico della bestia - oggetto materiale del reato sebbene non certo titolare del bene interesse tutelato dalla norma, dovendo questo essere rinvenuto nel sentimento di compassionevole pietas che l'individuo umano prova dei confronti di determinate categorie di animali che, in quanto soggetti indubbiamente senzienti, non possono essere, pertanto, sottoposti ad ingiustificate sofferenze - di eventi avversi riconducibili, dal punto di vista nosologico, al concetto di lesione fisica o psichica".
Invero, all'uomo è stato contestato di aver volontariamente sottoposto il cane a sevizie ed ad un trattamento incompatibile con la sua indole, "consistente nel tenerlo legato per vari giorni ad una catena all'aperto, senza cure igieniche, senza somministrazione né di cibo né di acqua, in assenza di un valido riparo", peraltro nel periodo invernale con temperature estremamente rigide e inadeguate. E su questo, poco inciderebbe, affermano dal Palazzaccio, "la circostanza che l'istruttoria documentale acquisita agli atti non evidenzierebbe, secondo il ricorrente, alcuna lesione a carico della povera bestia", la quale peraltro al momento dell'intervento del veterinario presentava uno stato di magrezza e deperimento tali da subire un "collasso". 

Ciò basta di per sé ad integrare "il concetto di sevizie e comportamenti incompatibili con le caratteristiche dell'animale" e a costituire l'elemento materiale del reato. E' infatti nozione di comune esperienza, aggiungono i giudici, "il dato secondo il quale il cane sia di per sé un animale gregario, destinato cioè a vivere - sia pure in abituali condizioni di sostanziale cattività - non isolato ma in comunione con altri soggetti, comunemente rappresentati, data la oramai millenaria consuetudine che tale bestia ha con la specie umana, da uomini nei cui confronti esso non di rado riversa, in una auspicabile mutua integrazione, i segni evidenti della propria sensibile affettività, dovendo, peraltro, ricevere dall'uomo, ove sia instaurato con esso un rapporto di proprietà, le necessarie cure ed assistenze".

Quanto alla qualificazione della condotta entro il confine dell'art. 544-ter c.p., piuttosto che nel più lieve illecito di cui all'art. 727 2° comma c.p., concludono dalla S.C., il criterio discretivo tra le due fattispecie è riconducibile al diverso atteggiamento soggettivo dell'agente: essendo la prima connotata dalla necessaria sussistenza del dolo, persino nella forma specifica ove la condotta sia posta in essere per crudeltà o, comunque, nello sua ordinarie forme ove la condotta sia realizzata senza necessità, è la seconda derivante solo da una condotta colposa.

Nel caso di specie non vi è dubbio che la condotta dell'uomo è stata posta in essere in termini di piena consapevolezza e volontarietà, quindi, in presenza di un atteggiamento riconducibile al dolo e non alla mera colpa. Per cui all'inammissibilità del ricorso segue la condanna al pagamento delle spese processuali e della somma di 2mila euro in favore della Cassa delle ammende. 


Fonte : https://www.studiocataldi.it/articoli/30249-cane-sempre-legato-e-senza-cuccia-adeguata-padrone-in-carcere.asp



26/03/18

San Cesareo, allevamento abusivo di animali:la polizia libera 67 tra cani e gatti



Gli agenti di polizia del commissariato di Frascati hanno sequestrato 67 animali tra gatti bengala, lupi cecoslovacchi, cani maltesi e lhasa apso, tutti detenuti all’interno di un appartamento a San Cesareo e destinati alla vendita. 
Gatti e maltesi erano chiusi dentro cassoni in plastica e gabbie di ferro con rete metallica, poggiate all’interno di un bagno e di uno sgabuzzino. Altri invece, erano prigionieri in giardino all’interno di box e strutture fatiscenti. 
Il titolare dell’ allevamento, una donna di 42 anni, nota alle forze di polizia, è stata denunciata insieme al marito per maltrattamento di animali. 
Al momento le bestiole sono in attesa di essere affidate, dopo il nulla osta da parte dell’Autorità Giudiziaria.

(Fonte: www.ilmessaggero.it)

Carabinieri Nas, sequestri in 16 allevamenti e 6 canili

 Nelle ultime settimane oltre 80 controlli per benessere animale.

 

I Carabinieri dei Nas hanno sequestrato 16 allevamenti e 6 canili, che hanno riguardato anche le aree vicine relative alle strutture; inoltre sono stati segnalati alle Autorità giudiziarie e amministrative-sanitarie i titolari delle attività. E tante altre azioni - portate avanti nelle ultime settimane su oltre 80 verifiche - sono state portate per controllare il rispetto della corretta conduzione zootecnica degli animali da reddito e del benessere degli animali da compagnia.
Due le situazioni particolari emerse nel corso degli interventi dei Nas di Latina e di Salerno

Francia: nasce il codice giuridico per animali. Un maiale sarà meno infelice di non essere nato cane


In Francia è stato appena pubblicato il primo codice giuridico dei diritti degli animali d’Europa. Si tratta di una prima pubblicazione che speriamo sia da esempio per tutti gli altri paesi, Italia inclusa. In più di mille pagine è stata raccolta tutta la legislazione in vigore riguardante gli animali. Un lavoro che ha coinvolto un team di specialisti nel diritto degli animali e la Fondation 30million d’amis.
Si tratta di un codice privato, che non crea nuova legge ma va a consolidare quella esistente, andando a utilizzare le disposizioni dei testi originali. Sono stati riuniti tutti i sette codici dell’ordinamento francese, dal civile al penale, passando per quello rurale e amministrativo, le regole europee e i casi di giurisprudenza più significativi rispetto ad animali da compagnia, d’allevamento o selvatici.
Come possiamo immaginarci questo testo è destinato principalmente a magistrati, procuratori, avvocati, veterinari o studenti. Li aiuterà a inquadrare più facilmente le situazioni e darà una visione generale del problema dei diritti degli animali, raccogliendo appunto tutto in un unico volume. L’importanza di questo lavoro va però ben oltre.

24/03/18

Volare con gli animali: ecco le regole di Alitalia, Ryanair e EasyJet e la documentazione da presentare

 

Prima di organizzare un viaggio con i nostri amici a 4 zampe è doveroso informarci sui permessi delle varie compagnie e sulla documentazione sanitaria necessaria da presentare per l'Italia, l'Unione Europea e gli Stati Uniti. Ecco le info indispensabili.

Volare con gli animali: ecco le regole di Alitalia


21/03/18

Equidi sequestrati a Lunghezza. Appello per i pony: cercano casa



IHP, insieme con le altre associazioni che lavorano per la salvezza degli animali, lanciano un Sos soprattutto per i piccoli cavallini tra i quali ci sono molte femmine gravide

Una nota di IHP lancia un appello per trovare aiuto nelle operazioni di salvataggio di cavalli e pony sequestrati a Lunghezza. "Lo scorso 22 febbraio avevamo dato notizia del sequestro di decine di equidi nel Comune di Roma: la decisione della Procura era arrivata dopo numerose denunce presentate negli anni scorsi e dopo le ultime ferme iniziative di IHP, Legambiente, Progetto Islander e Il Rifugio degli Asinelli per fermare un maltrattamento che veniva perpetrato da molto tempo", riferisce la nota IHP.
Dopo le identificazioni degli animali e le verifiche svolte da Asl e Carabinieri, si tratta adesso di organizzare i trasferimenti in luoghi sicuri. Le operazioni saranno alquanto complicate, essendo animali in buona parte non abituati al contatto con le persone e che attualmente si trovano in un luogo fatiscente e privo di strutture che possano facilitare il loro raduno e il carico sui mezzi di trasporto: pertanto siamo alla ricerca di strutture mobili che possano fare da “corridoio” per indirizzare gli animali. Se qualcuno può fornirci in prestito materiale idoneo o darci contatti utili, può contattare una delle associazioni impegnate, si legge ancora nell'appello.
Nello stesso tempo stiamo cercando urgentemente adozioni per i pony, tra i quali ci sono diverse femmine gravide. Chiunque sia interessato e disponibile può inviare la richiesta di adozione, scaricandola a questo link:
https://www.legambiente.it/sites/default/files/docs/modulo_richiesta_affidamento_equidi.pdf
Oppure può contattarci all’indirizzo e-mail ihp@horseprotection.it
Così si chiude la nota.

(Fonte:  www.quotidiano.net)