23/08/17

Elefanti per il turismo, una vita di sottomissione tra sofferenza a abuso



Sono spesso visibili durante i viaggi in paesi esotici oppure protagonisti di documentari a tema, dove è molto radicata la pratica del loro utilizzo come mezzi di trasporto. Ma l’impiego degli elefanti come ipotetici taxi per turisti, oppure come attrattiva, rasenta la sofferenza e la privazione emotiva. L’utilizzo di questi grandi e intelligenti animali spesso affonda le radici nella tradizione, gli elefanti vengono così strappati alla vita selvaggia e costretti a seguire un iter di domesticazione imposta. La tecnica cambia da zona a zona, ma è spesso nota come crushing (in Thailandia “Phajaan”) o anche frantumazione. Ciò che si deve spezzare, frantumare e rompere è l’animo dell’elefante.

Il trattamento messo in pratica è costante, continuativo, agisce sullo spirito dell’animale e sul fisico stesso. L’esemplare viene incatenato, legato ad alberi o tronchi di legno, quindi impossibilitato a muoversi viene percosso ripetutamente. Spesso pungolato con bastoni uncinati, ma anche costretto alla veglia e alla fame per giorni. L’obiettivo è quello di sedare il suo spirito selvaggio spingendo l’animo verso la sottomissione, la perdita della dignità e la prostrazione emotiva. Una volta raggiunto questo scopo l’animale è succube dell’uomo, subisce senza reagire risultando perciò facilmente manovrabile.

Una sofferenza emotiva senza pari che trasforma l’elefante prostrato in mezzo di lavoro oppure, come anticipato, in mezzo di trasporto per i turisti. I giri panoramici all’interno di una zona selvaggia, magari a cavallo di un grosso esemplare, sono il risultato del crushing e dell’abbattimento emotivo dell’animale. Non c’è nulla di poetico e di esotico in un essere privato della sua dignità, della sua casa e del suo spirito. Nulla di folcloristico in un animale agghindato in modo non consono alla sua reale natura. Questa pratica che trasforma gli elefanti in attrazioni turistiche, oppure in esemplari venduti al circo, è da sempre al centro di una battaglia tra gruppi animalisti, associazioni, santuari per animali e governi. In molte zone un essere che perde il suo animo selvaggio diviene un animale costretto alla cattività, quindi privato legalmente di ogni tutela e diritto. Perciò strappare questi esseri alla sofferenza e alla prostrazione è fondamentale, sia per la salvaguardia della specie che per sensibilizzare l’opinione pubblica nei confronti di un approccio etico e rispettoso. Un animo spezzato e distrutto non si può più riparare completamente, l’animale perde per sempre la sua natura e la sua spensieratezza.
(Fonte:  http://www.greenstyle.it)

13/08/17

Dopo Daniza, morte annunciata anche per KJ2. Cresce l'indignazione.

                                        
Con il progetto Life Ursus è stato riportato l'orso in Trentino a metà degli anni '90 dal Parco Naturale Adamello-Brenta avvallato successivamente dalla Provincia autonoma di Trento e dall'Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica, nonché finanziato dall'Unione Europea. I primi esemplari vennero introdotti in Trentino nel 1999 e furono Masun e Kirka, catturati nelle riserve della Slovenia. Nel 2002 gli orsi complessivi erano arrivati a dieci. Il Trentino, grazie alla presenza dell'orso inserito tra le proprie montagne, trae notevoli benefici sotto l'aspetto dell'immagine richiamando il turismo. Attualmente gli orsi presenti in Trentino sono 48 e 13 sono le cucciolate in particolare sulla Paganella, Bondone e Valle dei Laghi. 
Intanto cresce l'indignazione tra le associazioni animaliste che annunciano denunce alla Procura e alla Unione Europea chiedendo di boicottare il Trentino.
Dopo la morte di Daniza, l'orsa ricercata per aver ferito un cercatore di funghi e non sopravvissuta alla  telenarcosi utilizzata per catturarla a settembre del 2014, l'altra morte annunciata è stata quella di KJ2 colpevole  per aver difeso se stessa e suoi i cuccioli e pertanto condannata a morte il 12 agosto 2017 per aver ferito un uomo che passeggiava nel bosco. Entrambe non hanno ucciso nessuno, si sono comportate come un Orso alle prese con ricerca di cibo, ansioso per il letargo, per i cuccioli da sfamare e bisognoso di difendersi dall'attacco dell'uomo.
 

Le Associazioni Animaliste hanno espresso le loro indignazioni in questo articolo:


(Fonte: http://www.quotidiano.net/benessere/animali/animali-orsa-uccisa-1.3330489)

Cresce l'indignazione tra le associazioni animaliste ma non solo. Annunciate denunce alla Procura ma anche all'Europa e c'è chi spinge per boicottare il Trentino. "Una vergogna per l'Italia tutta"



Era stato deciso. L'abbattimento dell'orsa KJ2 in Trentino era annunciato, preventivato, pianificato. L'animale era stato catturato nei giorni scorsi e munito di radiocollare. In questo modo era possibile seguirne gli spostamenti passo passo. Quando il test del Dna, ripetuto più volte, ha sciolto i dubbi è stato dato mandato ai fucili. E l'esecuzione si è compiuta, senza peraltro chiarire se l'orsa fosse in compagnia di piccoli destinati, così, ad un futuro sicuramente incerto. Ecco perché tanta indignazione, una ribellione che sale e attraversa le sigle animaliste per coinvolgere la gente comune. Possibile che non ci fosse alternativa? Possibile che non fosse doveroso attendere il pronunciamento del Tar a cui molte sigle si erano rivolte perché persuase della non legittimità dell'ordinanza del presidente della provincia autonoma di Trento? La discussione è destinata ad andare avanti ma chi non muoverà più una zampa è la povera orsa che non ha fatto altro che fare il suo mestiere, cioè l'orsa, come testimoniato da illustri etologi.

Ma nulla è servito e adesso non resta che la rabbia, l'annuncio di denunce, la richiesta di intervento dell'Europa che gli orsi li protegge, la decisione di abbandonare il Trentino per sempre come meta di vacanze e viaggi. Ognuno a modo suo cerca di capire come opporsi a questa violenza cieca che porta solo disonore sul nostro Paese e fa invocare interventi, anche da parte del governo, che anche questa volta non sono arrivati. Il ministro dell'Ambiente, il presidente del Consiglio. Forse Kj2 non è questione prioritaria, a Roma. Ma la vita, ogni vita, dovrebbe esserlo per chi si prende il compito di gestire la cosa pubblica

ENPA - "E' un vero e proprio delitto, un crimine contro gli animali, la natura, la biodiversità e in spregio ai milioni di cittadini italiani che hanno chiesto di lasciare in pace l'orsa - attaca l'Enpa - per chiarire le dinamiche dell'incidente in cui l'orsa sembra essere stata vittima di una aggressione e trovare soluzioni alternative alla troppo facile deriva dell'abbattimento". Enpa, Ente Nazionale per la Protezione degli Animali, lancia anche una sorta di campagna di boicottaggio nei confronti del Trentino e della sua economia. "La Provincia di Trento - dice la nota Enpa - ha preferito non ascoltare nessuno, e ha di fatto autorizzato una caccia all'orsa, per mera vendetta o per altre incomprensibili finalità". Nella storia del nostro Paese "è stato toccato il punto più basso sulla tutela degli animali, una sconfitta per il mondo scientifico e politico, totalmente incapace e sordo, o spinto da altri interessi nel promuovere le uccisioni di animali che in Trentino sono ostaggio di politiche cruente e crudeli, finanziate anche cospicuamente dalle tasse dei contribuenti italiani, che pagano profumatamente politici senza competenze e capacità di soluzioni. Tanto basta - dice ancora l'Enpa - perché i cittadini decidano di non recarsi più in Trentino nè acquistare alcun prodotto di quella terra, avvelenata dall'intolleranza verso gli animali e dalla malapolitica".

MOVIMENTO ANIMALISTA - "Non è bastato, nel 2014, il caso dell`orsa Daniza, uccisa dall`anestesia mentre tentavano di catturarla. Nonostante gli appelli, gli avvertimenti, gli ammonimenti, i ricorsi, l`amministrazione provinciale di Trento ancora una volta ha dato prova di prepotenza e crudeltà, dichiarando e portando fino in fondo una guerra all`orsa KJ2 terminata, come purtroppo avevamo previsto, con la morte dell`animale". Lo ha dichiarato la parlamentare Fi Michela Vittoria Brambilla, presidente del Movimento animalista.
"Va da sé - prosegue l`ex ministro - che invocheremo chiarezza in tutte le sedi, politiche e giudiziarie, e non cesseremo di farlo finché non sapremo tutto quello che c`è da sapere, finché non saranno individuati i responsabili, finché i responsabili non pagheranno. Nulla, però, potrà restituire la vita a KJ2, rea di essere se stessa, un animale selvatico che reagisce alle "offese" dell`uomo con le unghie e con i denti. La responsabilità di questa morte ricade interamente su chi l`ha voluta e preordinata, ben sapendo che non era necessaria". "L`unica speranza in questa brutta vicenda - ha fatto eco Rinaldo Sidoli, del Movimento animalista - è che infiammi l`opinione pubblica, che porti l`indignazione al punto giusto, quanto serva finalmente a porre fine all`assurda persecuzione dichiarata in questo paese contro tutti gli animali selvatici (si caccerà perfino dopo incendi e siccità) e soprattutto contro i grandi carnivori, lupo e orso. Il Movimento animalista è e sarà in prima linea sempre, per difendere il nostro patrimonio naturale contro la miopia, la grettezza, l`avidità di chi non solo non lo rispetta ma ne vuole fare strame". 

GAIA ANIMALI AMBIENTE"- Valutiamo l'opportunità di perseguire la Provincia Autonoma penalmente, fino ai massimi gradi di giudizio, per maltrattamento e uccisione ingiustificata di animale selvatico particolarmente protetto". Lo scrive in una nota la onlus Gaia Animali e Ambiente, che nei giorni scorsi aveva depositato un ricorso al Tar di Trento contro l'ordinanza di cattura e uccisione dell'orsa KJ2 assieme alle altre organizzazioni aminaliste Oipa, Lac, Lida, Salviamo gli orsi della luna e Animal Amnesty. Un altro ricorso era stato presentato da Lega del Cane con 7 associazioni unite per provare a salvare Kj2. "E' mancata un'accurata istruttoria dell'accadimento dei fatti", sostengono le associazioni, secondo cui "per predisporre l'ordinanza si è tenuto conto solo della versione del malcapitato escursionista locale. Da successive indagini, più accurate, è emerso che l'orsa ha ricevuto una bastonata in capo e secondo il coordinatore del Servizio Foreste e Fauna della Provincia autonoma di Trento dott. Claudio Groff 'un'orsa che aggredisce un uomo per difendere i propri cuccioli non ha un comportamento aberrante o contro natura'. Secondo il presidente di Gaia, Edgar Meyer, "il comportamento tenuto dall'orsa non poteva essere definito di per se' aggressivo perché occorreva verificare tutti i dati fattuali ai fini di una corretta istruttoria per ricostruire la dinamica dell'episodio. L'orsa non ha attaccato senza essere provocata.

OIPA - L'ordinanza di abbattimento si è basata su una ricostruzione dei fatti errata e superficiale". "A pochi giorni dal ricorso al TAR presentato contro l'ordinanza di cattura di KJ2, gli incaricati dalla Provincia Autonoma di Trento hanno trovato l'orsa, definita pericolosa senza nessun riscontro oggettivo, e l'hanno abbattuta. Inutile dire quanto ci possiamo sentire sgomenti e frustrati di fronte alla seconda morte di un orso senza nessuna colpa a causa dell'incapacità e inadeguatezza di un ente pubblico che ha ricevuto ingenti finanziamenti europei per salvaguardare i plantigradi, ma non fa altro che rendersi responsabile della loro morte". Lo scrive l'Oipa, Organizzazione Internazionale Protezione Animali.

LAV - La notizia dell'abbattimento dell'orsa KJ2 «ci lascia sconvolti. Si tratta di un verdetto di condanna vergognoso, una sentenza senza processo, emesso sulla spinta emotiva e irrazionale di un'amministrazione provinciale che vuole pieno diritto di vita e di morte sugli orsi e dove la possibilità di cattura era solamente un alibi per nascondere una chiara intenzione». Lo dice la LAV Trentino. «Gli orsi - sottolinea la LAV -, una volta reintrodotti in Trentino dalla Provincia stessa, dapprima hanno costituito un vanto con tanto di pubblicità luccicante per attirare turisti curiosi, poi sono divenuti un nemico da far fuori non appena il naturale comportamento si fosse manifestato. Da Daniza a oggi non c'è stata una gestione veramente attiva e risolutiva in materia di corretta convivenza con questi animali. Non vi è stata un'educazione alla convivenza e al rispetto reciproco. Dopo l'uccisione camuffata di Daniza, catturata il 10 settembre 2014 con un anestetico dall'effetto letale, e l'ergastolo per altri suoi consimili, l'assassinio di KJ2 è un presa di posizione diretta contro gli animali e contro l'ambiente e una chiara espressione dell'incapacità della Provincia di Trento di gestire il piano di salvaguardia dell'orso bruno». Così conclude la nota della LAV.

MANUELA REPETTI - "Sono indignata, persino inorridita di fronte alla notizia dell'uccisione di un'orsa in Trentino. Un'orsa rea di aver aggredito un uomo, salvo omettere che l'uomo era rimasto illeso. L'orsa avrebbe potuto fare del male ma, essendo un animale saggio, aveva deciso solo di avvertire l'uomo, anche se in modo non proprio gentile". Lo afferma in una nota Manuela Repetti del Gruppo misto.

AIDAA - "Lo avevamo scritto in un comunicato nei giorni scorsi che eravamo preoccupati per la vita dell'orsa KJ2 e purtroppo puntualmente quello che avevamo pensato si è avverato gli assassini hanno colpito ancora e ieri sera hanno ucciso KJ2 l'orsa che rappresentava a loro dire un pericolo per la comunità umana. AIDAA da subito sospende tutte le attività associative in segno di lutto per quanto accaduto ed invita tutti gli italiani al boicottare da subito i prodotti trentini, ed a disdire le vacanze o i soggiorni programmati nella provincia autonoma di Trento. A livello legale AIDAA domani stesso annuncerà le iniziative che intende mettere in pratica per contrastare questo fenomeno assurdo dell'abbattimento degli orsi (e in prospettiva dei lupi) e per far condannare a livello europeo le attività assassine messe in pratica con i decreti del presidente Ugo Rossi". Così riferisce la nota dell'associazione. Durissimo i commento del presidente AIDAA Lorenzo Croce: "Ce lo aspettavamo e non hanno mancato di compiere l'ennesimo barbaro inutile omicidio, chi ha ordinato questo omicidio dell'orsa non è un uomo è un barbaro, comunque legalmente parlando l'uccisione di KJ2 non resterà impunita da subito via al boicottaggio e poi tutte le pratiche utili per fermare legalmente e isolare la mano assassina di animali di Ugo Rossi per il quale chiederemo anche la condanna del Parlamento Europeo".

M5S - «Come già verificato con l'orsa Daniza, la scelta di uccidere l'orsa KJ2 palesa una grossolana incapacità e chiarisce al mondo che la Provincia Autonoma di Trento non è in grado di gestire positivamente il progetto di ripopolamento tanto decantato negli anni. L'inadeguatezza della Provincia è riuscita a trasformare una risorsa in un problema, la cui unica soluzione è l'eliminazione fisica». Lo dice il consigliere provinciale M5S Filippo Degasperi. «Di fronte all'ennesimo episodio vergognoso - afferma Degasperi nella sua nota - chiediamo che la protezione dell'animale sia trasferita al Ministero. Al di fuori della propaganda e del marketing, la realtà è palese a tutti: l'inesperienza dell'attuale maggioranza ci ha fatto regredire a 100 anni fa, quando l'orso veniva schioppettato senza tanti complimenti. Sorprende che a questo atto folle si sia prestato il Corpo Forestale che la fauna dovrebbe difenderla, anche dai politici incompetenti». 

PAOLO BERNINI DEI CINQUE STELLE - "Presenteremo un esposto alla corte dei conti dell'UE per sapere se uccidere le orse riproduttive sia uno degli obiettivi del progetto finanziato per oltre 8 milioni di euro. La domanda è retorica. Presenteremo anche un esposto alla Procura, avocando il caso in altra sede giudiziaria, in considerazione delle possibili ingerenze presso la Procura locale." E' quanto dichiara il portavoce parlamentare del M5S Paolo Bernini, che prosegue:" Con questo ennesimo gesto vile e consentito da un governo che ha dimostrato con i fatti e i dati di essere il peggiore della storia, contro l'ambiente e gli animali tutti, si aggiunge un ennesimo esempio del fallimento della politica di tutela della biodiversità del nostro Paese. Ed, ovviamente, proprio in questo periodo, esattamente come per il caso di Daniza".
 "In Trentino c'è il Far West e non è consentito agli animali di comportarsi come tali, la provincia prende fondi per la reintroduzione, ma usa poteri non suoi con leggerezza ed il Governo glielo consente. Non resta altro che iniziare seriamente una campagna di boicottaggio del Trentino e di tutti i suoi prodotti, e far sapere, in tutto il mondo che in Italia gli orsi e gli altri animali si uccidono, anziché valorizzare la loro presenza.  È il segnale che l'umanità è finita e lo Stato è inadeguato ed inutile e deve essere invaso da persone che lavorino con serietà, competenza e professionalità" conclude Paolo Bernini.

CENTOPERCENTOANIMALISTI - "Non abbiamo dimenticato (al contrario del resto del mondo animalista) Daniza, l’ultimo blitz in suo favore risale al Taliercio di Mestre nel giugno scorso, in occasione della finale di Basket e vittoria Del Venezia nei confronti di Trento" riporta una nota di Centopercentoanimalisti."Noi di Centopercentoanimalisti non dimenticheremo l’ultima ennesima vittima", promette l'organizzazione padovana che proclama l'avvio di una campagna a suon di manifestazioni inaspettate e veloci contro il Trentino.

LNDC - "L’ordinanza prevedeva la cattura o l’abbattimento del plantigrado, ma è evidente come si sia scelta quella che per alcuni uomini è sempre la strada più semplice: l’uccisione. Il provvedimento emesso da Rossi era già di per sé sbagliato e questo tragico epilogo è assolutamente inaccettabile. LNDC si è appellata al TAR per bloccare questa decisione scellerata ma purtroppo la malvagità umana ha vinto sui tempi della burocrazia", così la nota di Lega nazionale per la difesa del cane.
Piera Rosati, presidente LNDC, esprime tutta la propria amarezza in questa dichiarazione: “Kj2, come Daniza, è morta per mano delle istituzioni, entrambe vittime del progetto Life Ursus. Ed anche in questo caso siamo di fronte ad un animalicidio in pieno regola. Incuranti del ricorso presentato da LNDC e da altre associazioni – insieme alle centinaia di migliaia di cittadini che si sono schierati a difesa dell’orsa – le autorità della Provincia autonoma di Trento sono andate avanti per la loro strada e hanno ucciso Kj2, colpevole solo di essersi difesa. Oltre alla Provincia di Trento, considero responsabili di questa morte gli amministratori locali e tutta la politica che ha urlato a gran voce e senza vergogna l’abbattimento.”  “Inoltre – continua Rosati – mi chiedo quale ruolo abbia giocato il ministero dell'Ambiente in questa vicenda visto che per l’ennesima volta si è dimostrato incapace di tutelare gli animali. Il presidente Rossi deve rassegnare le dimissioni per incapacità e incompetenza manifesta. La provincia di Trento, ancora una volta, si è mostrata irresponsabile e priva di etica,  e ha dimostrato tutta la propria inettitudine gestionale nel progetto Life Ursus. Un progetto che, oltre a seminare sangue e dolore, è stato finalizzato soprattutto a percepire i lauti introiti elargiti dall’Unione Europea.”  “La morte di Kj2 per me, per LNDC e per tutti i cittadini italiani, segna l’inizio di una battaglia che porteremo avanti con tutte le forze disponibili e attraverso tutte le azioni legali possibili da intraprendere anche a livello europeo”, conclude Rosati.

WWF -  "Non può essere l'orsa a pagare con la vita errori umani. Avevamo diffidato la Provincia a procedere con l'abbattimento, perché inutile e senza ritorno, ma evidentemente le pressioni politiche sono state più forti del buon senso". Lo afferma Dante Caserta, vicepresidente Wwf. Per Caserta, "è singolare che, sebbene l'orsa fosse stata individuata già da tempo, l'abbattimento sia avvenuto proprio nella notte del weekend di Ferragosto, quando gran parte delle persone sono in vacanza e l'attenzione mediatica è al minimo".
Il Wwf, si legge in una nota, "aveva già segnalato come la presenza ricorrente di cani senza guinzaglio nella zona dell'attacco fosse con tutta probabilità alla base dell'episodio. Se le autorità competenti non lavorano per eliminare le cause che portano ad episodi spiacevoli, a farne le spese saranno sempre gli orsi, e questo non è accettabile". Il Wwf "valuterà nei prossimi giorni come procedere sul piano legale, e intanto convoca per fine settembre gli Stati Generali dell'Orso in Italia, perché gli ultimi episodi hanno messo in luce come sia indispensabile ed improcrastinabile un netto salto di qualità nella gestione del plantigrado, ancora sull'orlo dell'estinzione, su tutto il territorio nazionale".

NOITA - Il durissimo commento del presidente nazionale del NOITA, Enrico Rizzi: "Non ho mai visto in vita mia un popolo così insensibile, incivile e barbaro. Non ho mai visto in un uomo tanta becera ignoranza come quella dimostrata ad oggi dal peggior presidente di una provincia italiana e che porta il nome di Ugo Rossi, purtroppo pagato da tutti i cittadini italiani. Denuncerò alla Procura di Trento lo stesso Presidente per il reato di uccisione di animali senza necessità, punito dall'art. 544-bis del codice penale. Va infatti richiamato l'art. 54 del codice penale poiché l'uccisione o la crudeltà verso un animale risulta giustificata dall'esigenza di evitare un "pericolo imminente", e non è proprio il nostro caso. Il Trentino Alto Adige deve uscire al più presto dall'Italia che non vuole essere rappresentata da assassini. Avvierò, assieme ai colleghi del Partito Animalista Europeo, un'immediata campagna di boicottaggio della regione e di tutto ciò che la rappresenta".

CAART - "L'Italia non è un paese per animali. La coscienza del rispetto per la natura ed i suoi abitanti, gli animali selvatici, non esiste da noi. Si deportano animali da altri habitat, le nutrie, i cinghiali alloctoni, i mufloni dell'Elba, tutti condannati, tutti da abbattere. Gli orsi del Trentino sono stati introdotti a seguito del progetto Life Ursus finanziato coi soldi europei e con le tasse degli italiani. Questo è il motivo fondamentale". Lo dice Stefano Corbizi del Caart, Coordinamento Associazioni Animaliste Regione Toscana. "Infatti gli orsi sono animali impegnativi, con caratteristiche precise, i trentini non hanno saputo gestire questo progetto, non hanno contemporaneamente insegnato i meccanismi e gli accorgimenti per una pacifica convivenza in un territorio sempre più stretto e disboscato dai campi da sci. Se gli orsi reagiscono anche solo per difendere la prole da turisti sprovveduti vengono brutalmente uccisi. Toccò all'orsa Daniza che proteggeva i suoi due piccoli, anch'essi morti, l'opinione pubblica reagì con emozione e dispiacere. Ora l'orsa Kj2 è stata abbattuta perché considerata pericolosa su ordine del Governatore Ugo Rossi, un politico dal pugno duro e da scarsa volontà di dialogo", critica Corbizi.
Le associazioni animaliste del Caart, Coordinamento Associazioni Animaliste Regione Toscana, alcune delle quali, come Enpa, Lida, Oipa, avevano impugnato la decisione di abbattimento e avevano raccolto firme a riprova dell'interesse di molti italiani per la sorte degli orsi "nonostante la triste sigla con cui vengono identificati, hanno appreso con raccapriccio e indignazione dell'uccisione dell'orsa Kj2. Un ripetuto delitto verso la natura, gli animali, la biodiversità. L'unica inevitabile conseguenza da parte di noi cittadini sarà dunque quella di non recarci più in Trentino, di boicottare i prodotti trentini, di non avvallare mai più con la nostra presenza questa malapolitica e questo odio ingiusto e totale verso la natura", conclude la nota. 

LUANA ZANELLA DEI VERDI - "Denunceremo il Presidente della Provincia di Trento, Ugo Rossi,  per l'uccisione dell'Orsa KJ2, visto che si è constatato che l'animale era ricercato solo per aver risposto all'aggressione di un uomo con il suo cane il 22 luglio" Scrive in una nota Luana Zanella, esponente dell'Esecutivo dei Verdi, che spiega: "Infatti, ai sensi dell'articolo 544bis del CP 'Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale è punito con la reclusione da quattro mesi a due anni.'. Crediamo che nel nostro Paese debba diventare prioritario la difesa dei diritti degli animali e noi Verdi ci batteremo nel prossimo Parlamento per togliere la licenza di uccidere altri esseri viventi dalle mani dell'uomo." "La battaglia comincerà a settembre - conclude la Zanella - con la raccolta di firme sulla nostra proposta di legge per abolire la caccia e proibire l'uccisione di animali protetti, ai sensi della direttiva comunitaria Habitat."

LEGAMBIENTE - "Non può essere l'orso a pagare l'incoerenza delle istituzioni che dovrebbero tutelare questa specie particolarmente protetta da leggi nazionali, direttive comunitarie e convenzioni internazionali". Cosi' Stefano Ciafani, direttore nazionale Legambiente, il quale si attende ora "che si faccia piena luce sulla vicenda consapevoli che da oggi il nostro paese è più povero, non solo perché è stato abbattuto un esemplare di orso bruno alpino, ma perché in Trentino non siamo stati capaci di mettere in atto una strategia per la coesistenza con gli animali selvatici nonostante le nostre esperienze di conservazione della natura siano tra le più importanti in ambito europeo. Ripartire da questi successi ed evitare gravi errori come nel caso dell'orsa Kj2", conclude Ciafani, "è impegno di tutti anche di chi oggi ha compiuto un gesto sbagliato". 


08/08/17

Vittoria per gli orsi della lunain Vietnam: chiuse le fattorie della bile



Potranno essere finalmente liberati gli oltre 1000 orsi della luna (Ursus thibetanus) ancora detenuti nelle terribili fattorie della bile vietnamite, veri e propri luoghi di tortura dove si estrae la bile agli animali, da vivi, a scopi medici.
Già dichiarate illegali dal 1992, ma rimaste funzionanti per via di un espediente, queste “aziende agricole” detengono gli orsi in piccolissime gabbie drogandoli e tenendoli costantemente collegati a una cannula che risucchia l’ambito liquido dalla cistifellea. In alternativa, viene praticato chirurgicamente un foro nell’addome dell’animale che resta sempre aperto sgocciolando bile “liberamente”. Così come per ossa di tigre e corni di rinoceronti, la bile degli orsi è considerata dalla medicina tradizionale cinese un toccasana per molti disturbi, dalla febbre ai problemi di fegato fino alle piaghe agli occhi.
Un rimedio che ha portato la specie sull’orlo dell’estinzione anche perché fino agli anni ’80 gli animali venivano uccisi. Grazie all’intervento dell’associazione Animals Asia che da anni si batte contro questa barbara pratica, il governo vietnamita, dopo l’accordo del 2015 che vieta, entro il 2020, la prescrizione di medicinali a base di bile di orso, ha fatto un altro passo avanti firmando un protocollo d’intesa per il trasferimento effettivo degli orsi ancora prigionieri in nuovi santuari dell’associazione.

Fattorie ancora aperte in Cina e in Corea

Ma è solo una piccola vittoria considerando che in Cina e Corea del sud questa pratica è ancora legale e molto diffusa, prassi a cui si aggiunge il bracconaggio su orsi liberi (la bile su orsi selvatici è considerata più efficace). In Cina in particolare, si parla di circa 10 mila orsi  della luna attualmente costretti nelle fattorie della bile. Qui, a causa della mancata possibilità di movimento, delle infezioni e di malattie il tasso di mortalità e di sofferenza è altissimo così come i casi di ferite autoindotte che costringono gli allevatori a esportare agli animali denti e unghie. Nel 2000 Animals Asia ha ottenuto la liberazione di 500 orsi della luna cinesi, ma la strada è ancora lunga.

04/08/17

PETIZIONE DA FIRMARE E CONDIVIDERE : Liberate gli orsi polari dallo zoo!

In questi giorni a Fasano vicino Brindisi, le temperature hanno raggiunto livelli molto alti e saliranno fino a 40 gradi. Nonostante ciò, sono prigionieri nello zoo safari tre orsi polari.
Sono chiusi in uno squallido fosso di cemento rovente dipinto di blu, con qualche getto d' acqua per alleviare il caldo intenso.
Lo zoo safari di Fasano appartiene alle stesse società (Leo 3000/Alfa 3000) proprietarie dello zoo safari di Ravenna e del circo Medrano, condannato lo scorso anno per maltrattamento di animali.
Chiediamo che questi orsi, originari delle zone più fredde del Pianeta, siano subito trasferiti in luoghi con un clima per loro idoneo, visto che purtroppo non possono esser liberati, essendo nati e vissuti in cattività. É giusto dare a questi animali un ambiente sano, che si avvicini quanto più possibile al loro habitat naturale. Diamogli una vita degna di essere vissuta. Nessun animale è nato per essere esposto in vetrina!



PETIZIONE A QUESTO LINK
https://www.change.org/p/zoo-safari-fasano-liberate-gli-orsi-polari-dallo-zoo?recruiter=32348421&utm_source=share_petition&utm_medium=facebook&utm_campaign=share_petition&utm_term=autopublish

24/07/17

Le "Isole dei Gatti", paradisi felini nel mondo


Per chi ama viaggiare e nello stesso tempo è innamorato dei felini esistono posti incantevoli per un sano relax. Avete mai sentito parlare delle "Isole dei Gatti" o "Cat Istand"?  Le immagini che seguono ci presentano questi piccoli paradisi felini facilmente raggiungibili in Italia e in Sardegna. Se invece vogliamo allontanarci un pò, le Cat Island  possiamo trovarle anche in Grecia e in  Giappone. 
In alcune di queste "Cat Island" le colonie dei nostri amici felini sono così numerose da superare di gran lunga il numero degli abitanti umani.
In questi posti da favola i tantissimi felini vivono al sicuro, rispettati  e amati dalla gente del posto, liberi di godersi il sole e il mare e felici di ricevere cibo dai turisti affascinati dai loro miagolii.
Se l'idea di un simile viaggio vi entusiasma non pensateci due volte, preparate scatolette, croccantini,  tante coccole e sarà una vacanza meravigliosa!

Scegliete la vostra meta:

Malamocco, Isola del Lido di Venezia - Italia


Mentre ci sono ancora i piccioni ovunque a Venezia, il numero dei gatti è diminuito drasticamente negli ultimi 20 anni. Dal 1965 la Onlus Dingo si prende cura dei randagi di Venezia e nel 1989 ha istituito, presso la piccola isola di San Clemente, la propria base dove tutti i mici senza casa hanno potuto trovare rifugio, cure e tanto amore. Dieci anni dopo questa sorta di casa temporanea dei randagi in attesa di adozione è stata trasferita a Malamocco, presso l'Isola del Lido.


Su Pallosu, Sardegna - Italia


La Sardegna è un paradiso per gli amanti delle spiagge e del mare cristallino, ma può esserlo anche per gli appassionati dei gatti. Esiste proprio qui una delle colonie feline più belle d'Italia, quella di Su Pallosu. È situata in una splendida riserva naturale ed è composta da circa 60 gatti, di cui si prendono cura 24 ore su 24 numerosi volontari facenti parte dell'Associazione Culturale Amici di Su Pallosu. Tutte le gatte femmine e buona parte dei maschi sono stati sterilizzati, i mici di quest'isola possiedono inoltre una scheda personale con tanto di fotografia per renderli riconoscibili e monitorabili dalla Clinica Veterinaria Duemari di Oristano. La colonia è inoltre la prima oasi con felini tutti dotati di microchip di riconoscimento.


Isola di Samos, Grecia



La Grecia è famosa per le colonie feline che sono presenti praticamente su tutte le isole, i gatti randagi fanno ormai parte dello scenario nazionale insieme ai resti archeologici ed allo splendido mare. Non fa eccezione l'isola di Samos, dove i gatti sonnecchiano praticamente in ogni angolo di qualsiasi strada! Albergatori, residenti e turisti contribuiscono a prendersi cura della colonia, insieme con una associazione che ne promuove anche l'adozione a livello internazionale.


Mykonos, Grecia

 

Mykonos fa parte delle Cicladi, un gruppo di isole al largo della costa nel sud-est della Grecia. Le Cicladi sono la patria di una razza specifica di gatto, il cosiddetto gatto Egeo, formalmente riconosciuta e considerata come l'unica nativa della Grecia.
Mykonos già di per sé è una meta turistica estiva molto conosciuta ed apprezzata, ma è anche la casa di un incredibile numero di gatti randagi. Come su Aoshima, la stragrande maggioranza dei gatti di questa cat island della Grecia non hanno proprietari ma sono tutti gli abitanti dell'isola a prendersene cura, così come turisti e visitatori. Come se non bastasse esiste la Mykonos Animal Welfare, fondata nel 2005, una associazione che si preoccupa proprio del benessere dei felini.



Isola di Aoshima, Giappone

Grazie al passaparola diffuso soprattutto su internet, questa cat island è diventata la più famosa del Giappone ma anche del mondo. L'isola è abitata unicamente da 15 persone di età media che varia tra i 50 gli 80 anni, ma la colonia felina arriva a contare più di 100 gatti.
Durante la seconda guerra mondiale molte persone fuggirono dall'isola verso la terraferma e lo spopolamento è continuato, a causa della mancanza di lavoro, fino ai tempi moderni. Ad oggi non è presente nessuna automobile e nemmeno una bicicletta, per non turbare la tranquillità dei pigri felini! Al contrario, molte delle case abbandonate offrono un perfetto rifugio per i gatti che qui possono vivere davvero in pace.




 Isola di Tashirojima, Giappone


Secondo la cultura locale giapponese i gatti portano fortuna e chi si prende cura dei gatti ottiene, per la proprietà transitiva, fortuna.
E' così che Tashirojima è diventata nel corso del tempo l'isola dei gatti. Curati e trattati come re, i felini si sono moltiplicati sull'isola, mentre gli abitanti a due piedi, a cui i gatti avrebbero dovuto portare fortuna, sono passati da una popolazione di 1000 a 100 individui.
Ora il numero dei gatti supera di molte unità quello degli uomini e l'isola ha guadagnato una certa popolarità. Conosciuta come l'isola dei gatti oggi Tashirojima è frequentata dai turisti e dagli appassionati di felini, che come il web ci insegna, sono tanti.


 Buon viaggio!



20/07/17

Pet Therapy con le Galline



In Italia la prima esperienza di pet therapy con le galline risulta quella dell’associazione Vidas di Milano.
Vidas è un’associazione apolitica e aconfessionale nata a Milano nel 1982, fondata da Giovanna Cavazzoni per assistere gratuitamente i malati terminali. L’attività si svolge attraverso un complesso di servizi interdipendenti che vanno dalle cure domiciliari (a Milano e in 104 comuni della Provincia) al day hospice e al ricovero nell’hospice “Casa Vidas”.
Sulla base dell’esperienza dei primi tre anni di pet therapy con animali da pet-therapy convenzionali, Silvia Carlini (responsabile della pet therapy) nel Novembre 2014 ha annunciato il nuovo “inserimento” delle galline tra gli animali “pelosi” (piumosi) ospitati due volte alla settimana nell’hospice.
Già nel 1800 le galline erano impiegate negli istituti psichiatrici per calmare i pazienti e da alcuni anni c’è in corso un progetto importante per affiancare gli anziani nelle case di riposo d’oltre oceano con questi animali. La decisione di utilizzare le galline nella pet therapy è infatti dovuta anche alle positive esperienze di Stati Uniti e Regno Unito, dove già da anni, presso le strutture sanitarie, sono utilizzati con i pazienti anche animali “meno convenzionali”.
Silvia Carlini ricorda come la famosissima scrittrice Flannery O’Connor (1929-1964) amava alla follia polli e pavoni, infatti nel capitolo dedicato a questa sua passione e che può essere ritrovata nel libro “Nel territorio del diavolo” scrive:
«Sapevo cucire bene e iniziai a confezionare abiti per polli. Un Bantam grigio di nome Colonnello Eggbert sfilava in cappotto di piqué bianco, con collo in trine e due bottoni sul dorso».
L’associazione Vidas dopo aver valutato attentamente la fattibilità del progetto, ha “preparato” alcune galline per un corretto approccio con i pazienti e dal Novembre 2014 si è lanciata in questa esperienza da monitorare.
L’obiettivo, in casa Vidas, è anche quello di coinvolgere i pazienti più anziani a trasmettere insegnamenti e a raccontare aneddoti della loro vita con le galline.
Oltre a questo, il progetto si basa sui principi base della pet therapy, che consiste nel trarre benefici dal contatto con un animale per aiutare persone con particolari disturbi psichici e fisici. La pet therapy contribuisce quindi, assieme a terapie mediche tradizionali, a migliorare lo stato di salute di chi si trova in particolari condizioni di disagio, derivanti da disfunzioni fisiche, sociali, emotive e/o cognitive.
Più volte è stato provato che il contatto con gli animali aiuta le persone a sostituire affetti mancanti o carenti. Le coccole e il divertimento col proprio animale sono un aiuto contro lo stress e situazioni di tensione.
Oltre che per i bambini e agli anziani semplicemente “soli”, la pet therapy è indicata per persone con disabilità, ritardi mentali e anche per pazienti psichiatrici. Non solo, anche gli ipertesi e cardiopatici dovrebbero passare più tempo con cani e gatti (da oggi anche galline!): accarezzare un animale pare allevi la pressione arteriosa e contribuisca a regolare la frequenza cardiaca.



Casi reali di pet therapy con le galline

In America in molti Stati i regolamenti urbanistici non prevedono sia possibile gestire un pollaio domestico, ma già dal 2014 si sono succeduti vari episodi di riconoscimento della possibilità di tenere galline in giardino con scopo terapeutico per i piccoli di casa.
Il primo caso in Florida, dove una famiglia ha ottenuto l’autorizzazione legale ad accudire galline in una cittadina dove sono vietati per ragioni di quiete pubblica, proprio perché medici e psicoterapeuti hanno confermato i miglioramenti su un altro bambino autistico.



Nell’agosto 2014 a Brownsburg, nell’Indiana, ad altre 5 galline è stata riconosciuto il ruolo nel contribuire ad accrescere la qualità della vita di un bimbo autistico. La madre Sherri Frushon, è addirittura arrivata a chiedere aiuto alla stampa internazionale per ottenere la specifica autorizzazione (che inizialmente non sapeva fosse necessaria). Il figlio di 10 anni ama trascorrere gran parte del suo tempo in compagnia delle galline accudendole, provvedendo alla pulizia del pollaio, dedicandosi alla loro alimentazione con mangimi e altro cibo e pare che questo rapporto tra il bambino e le 5 galline lo abbia aiutato a superare un forte senso di ansia, che gli rendeva la vita difficile da affrontare e complicata.
Altro caso simile a Perry, nell’Illinois, dove i genitori di Katelyn e Lucas hanno dovuto lottare per poter mantenere la pet therapy con le loro 8 galline dimostrando che la terapia produceva miglioramenti delle loro funzioni sociali, emotive e cognitive nonché avesse effetti positivi come strumento motivazionale.
Dopo svariate terapie (anche con altri animali), Katelyn a 5 anni ha ottenuto i migliori risultati proprio con le galline del suo pollaio ricevendo gli stimoli motivazionali di cui aveva bisogno per raggiungere gli obiettivi che medici e terapeuti non pensavano mai che sarebbe stata in grado di ottenere. Anche il fratellino Lucas, che ha un’età di 7 anni, ha molti problemi che interessano le sue capacità cognitive, sociali, emotive e fisiche. Le sue galline servono ad aiutarlo a calmarsi e servono anche a migliorare le sue capacità cognitive.




(Fonte: http://www.tuttosullegalline.it/news-curiosita-galline/pet-therapy-con-le-galline)